Il gioco è uno strumento fondamentale nella relazione con il cane.
Attraverso il gioco si sviluppano comunicazione, scoperta, apprendimento, capacità cognitive, divertimento, allenamento alle emozioni positive, intelligenza sociale e benessere fisico e psichico.
Giocare significa quindi soddisfare uno dei bisogni fondamentali del cane.
Molti giochi, infatti, sviluppano abilità fisiche e mentali e permettono al cane di esprimere le proprie motivazioni in modo sano ed equilibrato.
Il valore etologico del gioco
Tutti gli animali giocano, soprattutto quelli sociali, e lo fanno per tutta la vita.
Gli studi etologici evidenziano come il gioco sia particolarmente importante durante la fase evolutiva dell’infanzia, che va indicativamente dai 30 giorni ai 6–8 mesi, in base alla razza e alla taglia.
Durante questa fase il cucciolo gioca principalmente con i fratelli della cucciolata.
Attraverso il gioco sperimenta:
- l’uso della bocca;
- il movimento del corpo;
- i primi vocalizzi di ingaggio;
- l’inchino di invito al gioco, con cui impara a dichiarare le proprie buone intenzioni.
Tutto questo avviene sotto lo sguardo vigile della madre, pronta a intervenire per calmare gli eccessi o sostenere i cuccioli in difficoltà.
Negare il gioco al cane significa condizionare negativamente lo sviluppo delle sue competenze sociali, favorendo insicurezza, timidezza, difficoltà di autoregolazione emotiva e, in alcuni casi, comportamenti aggressivi o diffidenti.
I cani che giocano regolarmente (non necessariamente ogni giorno) sviluppano una maggiore capacità di adattamento alle situazioni e una migliore consapevolezza di sé e degli altri.
Giochi, motivazioni e razze
Il gioco è il contesto in cui il cane mette alla prova le proprie doti naturali, come forza, riflessi e capacità di coordinazione.
Giocare significa conoscersi e fidarsi dell’altro: non si può giocare con chi non è percepito come sicuro.
Ogni gioco stimola motivazioni diverse:
- giochi di inseguimento → motivazione predatoria;
- giochi di ricerca → attenzione e concentrazione;
- giochi di masticazione → autoregolazione emotiva;
- giochi di cooperazione → intesa e coordinazione sociale.
Anche la razza influisce sulle preferenze ludiche.
Ad esempio:
- i Terrier prediligono il tira e molla;
- i Border Collie sono facilmente coinvolgibili in giochi di inseguimento.
⚠️ Attenzione a non proporre sempre la stessa attività: allenare una sola motivazione può favorire comportamenti ossessivi.
Il gioco nel cucciolo, nel cane adulto e nell’anziano
Il gioco non è uguale per tutti i cani e varia in base a età, individualità e vissuto.
- Nel cucciolo è essenziale per costruire identità, competenze sociali e comunicazione;
- Nel cane adulto resta importante, ma non necessariamente quotidiano;
- Nel cane anziano va adattato alle capacità fisiche e cognitive.
In genere, i momenti migliori per il gioco sono:
- al mattino, per stimolare la riattivazione;
- alla sera, per rafforzare i legami sociali.
Incorniciare l’attività di gioco
Il gioco deve essere definito e incorniciato per aiutare il cane a gestire l’eccitazione.
È utile:
- un segnale di inizio (“Giochiamo?”);
- un segnale di fine (“Finito”), accompagnato da un gesto chiaro.
Questo aiuta il cane a passare gradualmente da uno stato di attivazione a uno di calma.
Il gioco come strumento educativo
Il gioco può essere uno straordinario strumento educativo e riabilitativo.
Educare non significa rendere il cane obbediente, ma aiutarlo a esprimere la versione migliore di sé.
Attraverso il gioco:
- si rafforza la relazione;
- si sviluppano competenze cognitive e sociali;
- si costruisce fiducia reciproca.

