Le motivazioni del cane racchiudono i suoi bisogni e desideri che dipendono dalla razza e dalla sua individualità. Conoscere quali sono le motivazioni del cane e nello specifico quelle più accentuate nel nostro cane ci permette di renderlo felice e capire meglio i suoi comportamenti. 

Cosa sono le motivazioni del cane

Per motivazione si intende ciò che un individuo si aspetta e cosa ricerca nel mondo per sentirsi gratificato e non sentirsi frustrato. La motivazione è dunque l’unione di desideri e bisogni per stare bene, per raggiungere la felicità e avere un equilibrio psico-fisico

Ogni specie ha le proprie motivazioni, quelle del cane quindi saranno diverse dalle nostre o da quelle del gatto o di altre specie animali. Questa informazione è molto importante al fine di comprendere i comportamenti del nostro cane, per affrontare svariate situazioni in tranquillità e per proporgli attività e contesti in cui si sente libero di esprimersi e appagarsi. 

Le domande guida che ci aiutano a capire meglio cosa si intende per motivazione sono:

  • Cosa si aspetta il cane?
  • Cosa desidera?
  • Cosa ricerca?
  • Cos’è importante per il cane?

Le motivazioni orientano le azioni del cane nel mondo, non sono né buone né cattive e servono per la sopravvivenza e per sostenere i suoi comportamenti. 

“Nel cane vi è una stretta connessione tra desiderio e capacità fisiche ed emotive”

(cit. da “Piacere di conoscerti” di Elena Garoni).

Motivazioni, emozioni e arousal (livello di attivazione emozionale) vanno a braccetto. 

Quali sono le motivazioni del cane

Le motivazioni dei cani sono diciasette. È un elenco parziale e in via di definizione, poiché ci sono continue scoperte e continui studi. Vediamole.

Le 17 Motivazioni

  1. Territoriale: difendere, salvaguardare i propri spazi;
  2. Predatoria: desiderio di inseguire oggetti in movimento;
  3. Sillegica: portare al sicuro un oggetto che per il cane ha valore;
  4. Perlustrativa: mappare un ambiente, un territorio;
  5. Possessiva: tenere per sé un qualcosa che per il cane ha valore;
  6. Epimeletica: bisogno di prendersi cura di un essere vivente;
  7. Et-epimeletica: desiderio, ricerca attiva di cure e attenzioni da parte della famiglia;
  8. Collaborativa: desiderio di fare attività insieme, partecipare alle attività del gruppo sociale;
  9. Comunicativa: desiderio di comprendere l’altro e farsi capire;
  10. Sociale: bisogno di interagire con individui al di fuori del gruppo sociale di appartenenza;
  11. Somestesica: esplorare e curare il proprio corpo;
  12. Affiliativa: desiderio di appartenere a un gruppo sociale ristretto (la familgia)
  13. Protettiva: bisogno di difendere un affiliato;
  14. Esplorativa: desiderio di analizzare, percepire i particolari di ciò che si sta osservando, i particolari di un oggetto;
  15. Competitiva: desiderio di confrontarsi, gareggiare, contendersi un qualcosa/qualcuno;
  16. Di ricerca: cercare qualcosa di interessante, oggetti nascosti;
  17. Sessuale: corteggiare e riprodursi;
  18. Cinestesica: desiderio di fare movimento.

Tutte le motivazioni del cane rispondono a delle strategie per la loro sopravvivenza.

Per esempio per nutrirsi la selezione ha favorito la motivazione cinestesica che sostiene il suo bisogno di movimento e la motivazione perlustrativa che gli permette di mappare il territorio; una volta trovato un qualcosa di interessante per lui sarà la motivazione esplorativa a permettergli di fermarsi e attraverso i sensi raccogliere informazioni e se lo riterrà opportuno prenderà ciò che ha trovato per portarlo in luogo sicuro attivando la motivazione sillegica.

Le motivazioni secondo le scienze cognitive

Secondo le scienze cognitive la motivazione segue il modello neurobiologico: scaturisce cioè da un “set neurale”, dal numero di neuroni coinvolti e dallo stato di attivazione del sistema.

Quanto sono forti le motivazioni dipende dal numero di neuroni coinvolti e dallo stato di attivazione. Il numero di neuroni può essere modificato grazie alla neuroplasticità a condizione però di un lavoro educativo persuasivo e costante.

Il modello neurobiologico risente del metabolismo del sistema neurobiologico, in base a quello che l’individuo ha a disposizione la neurotrasmissione è equilibrata, quindi l’alimentazione è molto importante.

L’alimentazione deve essere adatta alla specie così si avrà un corretto equilibrio psico-fisico. Ricordo l’importanza asse intestino-cervello.

Le motivazioni sono comuni a tutti i cani?

Tutti i cani hanno tutte le motivazioni, ma ciascun individuo essendo unico nella sua personalità le realizza in volume e frequenza differenti, in base alla razza d’appartenenza e alle esperienze vissute.

Per personalità si intende un sistema cognitivo ed emotivo che si sviluppa, che funziona e che si modifica attraverso le interazioni con l’ambiente.

In ogni cane le motivazioni, le emozioni e l’arousal si declinano in maniera diversa e ne compongono la sua personalità. 

Esempi per razza

  • Un pastore maremmano abruzzese è un ottimo guardiano delle greggi e per essere felice ha bisogno e il desiderio di tenere al sicuro il proprio gregge. Questo succede anche se il maremmano vive in città, in condominio e non ha mai visto una pecora. Il cane avrà comunque una motivazione protettiva e territoriale molto alta e sarà felice se gli consentirà di fare la guardia e proteggere il suo gruppo familiare.
  • Un levriero afgano è stato selezionato per cacciare i conigli selvatici quindi lui avrà un maggiore volume della motivazione cinestesica e predatoria e seppur vive in città avrà bisogno di fare movimento e di rincorrere. Andrà incontro a depressione e frustrazione se lo si tiene al guinzaglio limitando le sue uscite alla sola città.
  • I segugi selezionati per la caccia e per stare in branco hanno una motivazione perlustrativa, esplorativa e cinestesica e di ricerca molto alte, unite a quella affiliativa e sociale intraspecifica. 

Le motivazioni del cane rimangono uguali per tutta la vita o cambiano?

Le motivazioni non possiamo eliminarle, perché innate e ovviamente NON sarebbe etico e rispettoso verso i cani, ma si possono equilibrare. Nella visione cognitiva il volume delle motivazioni si può modificare intervenendo sul processo ontogenetico (processo legato alle diverse fasi di sviluppo insieme alle esperienze che l’individuo fa).

Come già detto sopra, ma lo ribadisco qui, il numero di neuroni si può modificare grazie alla neuroplasticità a patto che il lavoro educativo sia pervasivo e costante. La stimolazione e l’esercizio/attività rafforzano il set neurale.

In caso di comportamenti indesiderati, che fanno stare male il cane in primis e di conseguenza il suo nucleo famigliare si può intervenire riequilibrando il bagaglio motivazionale del cane attraverso uno stile di vita adatto per quel specifico cane, lavorando sulle sue abitudini e sulle competenze socio-relazionali dell’intero nucleo famigliare. Il cambiamento avviene su un lungo periodo, non possiamo aspettarci che intrapreso un percorso educativo con un educatore cinofilo ci sia un cambiamento repentino, i tempi dipendono da molti fattori come i tempi del cane, l’impegno della famiglia, le risorse a disposizione, l’ambiente in cui si opera ecc. 

Le motivazioni vanno fatte esprimere al nostro cane in contesti consoni e con la giusta variabilità. Tutto questo porterà ad un miglioramento della qualità di vita del cane e del gruppo sociale di appartenenza. 

Ricordiamoci sempre che quando un membro familiare sta male ciò influenza tutti, perché il cane vive all’interno di un sistema chiamato famiglia.  

Conclusioni

In conclusione possiamo dire che per rendere felice il cane non possiamo non tenere in considerazione le sue motivazioni.

Conoscere le motivazioni del cane ci permette anche di capire, in fase di adozione, se quel cane con quelle caratteristiche può essere felice con noi, con il nostro stile di vita e quanto noi siamo disposti a metterci in gioco, a mettere in discussione il nostro modo di vivere per far spazio e dare il giusto tempo al nuovo membro a quattro zampe.

L’adozione è un atto che deve essere fatto in consapevolezza!