L’asse intestino–cervello nel cane è un tema affascinante che riguarda sia la medicina veterinaria sia l’educazione cinofila, perché salute e comportamento (e, ovviamente, gli stati emotivi sottostanti) sono collegati. Psiche e intestino sono in continua comunicazione anche grazie al microbiota intestinale.

Vi siete mai domandati se alcuni problemi di salute possono essere collegati a problematiche psicologiche e viceversa? Come, ad esempio, i disturbi gastroenterici? Al termine di questo articolo sarete in grado di dare una risposta.

L’asse intestino-cervello

Quando si parla di asse intestino–cervello si intende una comunicazione bidirezionale e continua tra il sistema nervoso centrale (cervello) e il sistema nervoso enterico (intestino).

Quando questo “dialogo” avviene attraverso le vie nervose, intestino e cervello si scambiano informazioni molto velocemente; in altri casi la comunicazione è più lenta e modulata. I due sistemi si influenzano reciprocamente tramite il sistema immunitario, il sistema endocrino e diversi mediatori biochimici.

Nel 2021 questo argomento suscitava ancora scetticismo, ma oggi sempre più professionisti riconoscono l’importanza del microbiota intestinale non solo per la salute dell’apparato digerente, ma per il benessere di tutto l’organismo.

Il microbiota intestinale

Il microbiota intestinale è l’insieme dei batteri che si trovano nell’intestino. Nell’organismo sono presenti diversi tipi di batteri, ognuno con specifiche funzioni. La maggior parte risiede nell’apparato gastrointestinale e forma un ecosistema complesso costituito da molte specie differenti.

Esistono:

  • batteri con azione protettiva;
  • batteri potenzialmente nocivi;
  • batteri nocivi solo in determinate condizioni.

In condizioni normali tutti questi microrganismi vivono in equilibrio, e da questo equilibrio dipende il buon funzionamento dell’intestino e dell’intero organismo.

Le principali funzioni del microbiota sono:

  • partecipare ai processi digestivi;
  • contribuire alla metabolizzazione delle proteine;
  • favorire la sintesi di vitamine come la vitamina K e la vitamina B12;
  • facilitare l’assorbimento di calcio, magnesio e ferro;
  • contribuire alla produzione di energia;
  • garantire la corretta motilità intestinale;
  • creare una barriera contro i microrganismi patogeni;
  • sostenere il sistema immunitario;
  • incidere sul comportamento.

Esempio di connessione tra intestino e cervello

Vi è mai capitato di vedere il vostro cane andare in diarrea dopo un’esperienza spaventosa o traumatica, come la paura dei fuochi d’artificio o un temporale molto forte?

Ecco un esempio concreto di asse intestino–cervello: l’agitazione attiva il sistema nervoso enterico, che può accelerare il transito intestinale dando origine alla diarrea.

Se lo stimolo negativo persiste…

Se il cane vive costantemente situazioni che generano stress o paura, lo stimolo diventa cronico. Il cane potrebbe produrre feci molli ogni giorno, oppure presentare episodi di vomito o coliche.

Quando il problema si cronicizza, nel cervello cominciano a mancare diversi mediatori biochimici, come la serotonina. L’infiammazione intestinale cronica produce sostanze tossiche che alimentano a loro volta un’infiammazione generale dell’organismo, influenzando anche il comportamento.
Si crea così un circolo vizioso.

In questi casi è necessario rivolgersi a un medico veterinario e a un educatore cinofilo per individuare le cause fisiche e aiutare il cane a gestire gli stimoli che gli provocano malessere. È importante un lavoro sinergico: corpo e mente sono strettamente collegati. Non bisogna mai sottovalutare i bisogni del cane e il suo stato mentale ed emotivo se vogliamo mantenerlo in salute a 360°.

Disbiosi e mediatori biochimici

L’alterazione del microbiota intestinale viene definita disbiosi, e non è associata solo a patologie organiche o funzionali: anche diverse problematiche psicologiche possono essere correlate a un microbiota in squilibrio.

Un microbiota sano produce i mediatori biochimici di cui il cane ha bisogno per essere rilassato e sereno. Quando il cane è malato, tutto si complica: il microbiota si altera e, nel tentativo di riparare la situazione, può produrre metaboliti tossici che danneggiano corpo e mente.

Un mediatore molto importante è la serotonina, l’“ormone della felicità”.
Viene prodotta nell’intestino sano a partire dal triptofano, un amminoacido presente in molte proteine di origine animale e vegetale e che deve essere assunto attraverso il cibo.
Il microbiota è il principale responsabile della sua trasformazione.

Quando però è presente un’infiammazione intestinale e una sindrome dell’intestino permeabile, il microbiota può “scegliere” di trasformare il triptofano in indolo anziché in serotonina. L’indolo aiuta a riparare l’intestino danneggiato, ma una volta assorbito diventa una sostanza tossica per il cane, provocando nausea, inappetenza e malessere generale.

Inoltre, il microbiota segnala al sistema immunitario di attivarsi, provocando infiammazione in vari distretti corporei. E, come abbiamo detto, l’infiammazione porta spesso a un’alterazione del comportamento.

Effetti sul comportamento

Studi scientifici hanno evidenziato cambiamenti nella flora batterica intestinale quando gli animali sono sottoposti a stress, come nel caso dei cuccioli separati troppo presto dalla madre.

Le enteriti croniche o le malattie infiammatorie intestinali possono avere sia come causa sia come effetto diverse alterazioni comportamentali. Il vostro cane, ad esempio, potrebbe essere un ansioso cronico con conseguente infiammazione intestinale… oppure viceversa.

Anche patologie neurologiche come fobie o epilessia rientrano nei disturbi legati all’asse intestino–cervello.

Come agire sull’asse intestino-cervello del cane

er aiutare il cane a stare bene — e quindi mantenere un microbiota equilibrato — è fondamentale:

  • un’alimentazione sana, equilibrata e adatta alla specie;
  • l’uso di probiotici, utilissimi perché costituiti da batteri “buoni”;
  • uno stile di vita attivo, con passeggiate all’aria aperta e attività rilassanti.

Come aiutare un cane già patologico

Per aiutare un cane che presenta una condizione ormai patologica serve un’équipe di professionisti:

  • medico veterinario curante;
  • veterinario esperto in nutrizione;
  • veterinario comportamentalista;
  • veterinario gastroenterologo;
  • educatore cinofilo.

Conclusioni

L’intestino e il cervello comunicano costantemente e si influenzano reciprocamente. Il microbiota intestinale è un alleato prezioso per la salute e il benessere del cane.

Un’alimentazione adeguata e la soddisfazione dei bisogni del cane sono fondamentali per garantirgli una vita sana e felice.

Il primo passo è diventare consapevoli del cibo che offrite al vostro cane, a partire dalla corretta lettura dell’etichetta.

Allo stesso tempo è importante riconoscere e soddisfare i suoi bisogni emotivi e comportamentali.

Come educatrice cinofila e consulente alimentare sarò felice di aiutarvi!

Se vuoi iniziare dal cibo, ti offro una consulenza gratuita per imparare a leggere correttamente l’etichetta.