La fase dell’anzianità è un momento delicato nella vita di ogni individuo, e questo vale anche per i cani. Con il passare degli anni è necessario adottare alcuni accorgimenti e riservare attenzioni maggiori per affrontare insieme al meglio questo periodo e le eventuali piccole difficoltà che possono emergere.

Alcuni bisogni del nostro cane cambiano e noi possiamo aiutarlo a vivere con più agio, affinché anche questa tappa della relazione diventi significativa e unica per entrambi.

In questo articolo vedremo cosa cambia nella vita del cane anziano e come supportarlo nei suoi bisogni, mantenendo attive le sue capacità motorie, cognitive e sensoriali, a beneficio della sua salute e del suo benessere.

Quando un cane si definisce anziano?

L’anzianità di un cane dipende da diversi fattori: razza, dimensioni, caratteristiche genetiche e metabolismo.

A queste variabili si aggiungono i fattori ambientali, come il contesto in cui vive (città, campagna, montagna, in casa o in giardino) e lo stile di vita che conduce. La routine quotidiana influisce profondamente sul suo benessere.

Un aspetto molto importante — e spesso sottovalutato — è che alcuni tratti giovanili del cane senior possono dipendere anche dalla relazione che abbiamo costruito con lui. Una relazione che cresce, cambia, si intensifica e diventa più profonda perché vissuta attraverso esperienze, criticità e potenzialità che rappresentano una continua fonte di crescita.

Per tutte queste ragioni non esiste un’età precisa in cui un cane diventa “anziano”: dipende dai fattori sopra elencati. Come capirlo, allora?

Come riconoscere l’anzianità nel cane

Per comprendere quando il cane sta entrando nella fase senior, è fondamentale osservare alcuni cambiamenti fisici e mentali.

Ecco i segnali più comuni:

  • Zoppie dovute ad artriti o artrosi;
  • Diminuzione della vista;
  • Riduzione dell’udito (temporanea o permanente), spesso correlata anche a un calo delle funzioni cognitive;
  • Calo dei valori ormonali (es. testosterone nei maschi), con conseguente minore interesse nell’interazione con cani estranei;
  • Difficoltà ad addormentarsi e ansia notturna: segnali che indicano un comportamento che si discosta da quello abituale;
  • Maggiore affaticamento e aumento dell’ansimare;
  • Inappetenza: può avere origini patologiche (problemi dentali, febbre, patologie renali, infiammazione intestinale, neoplasie) o non patologiche.

Quali bisogni cambiano nel cane anziano

Vediamo ora nel dettaglio i bisogni fisiologici e di sicurezza del cane senior.

Bisogni fisiologici

1. Cibo e metabolismo

  • L’alimentazione deve essere adeguata al nuovo fabbisogno energetico e alle nuove esigenze nutrizionali;
  • I carboidrati vanno ulteriormente ridotti perché più difficili da digerire: ricordiamo che il cane è un carnivoro;
  • È preferibile suddividere il cibo in più pasti giornalieri, per facilitare la digestione;
  • La salute orale va monitorata: una bocca non sana genera una serie di fattori stressanti. Nel cane anziano il tartaro può favorire patologie renali e cardiache. La prevenzione, come una detartrasi programmata, è fondamentale;
  • Manteniamo l’abitudine alla masticazione tramite masticativi sani, naturali e adatti alla sua età.

2. Riposo e sonno

Il cane anziano ha bisogno di dormire più ore. Necessita di uno spazio sicuro, tranquillo e non disturbato.

Può avere difficoltà ad addormentarsi e soffrire di ansia notturna. Questo accade perché, con la riduzione di vista e udito, percepisce meno chiaramente l’ambiente e fatica a decodificare le situazioni.

Un aumento dei comportamenti ansiosi è normale, ma quando il cane non dorme più la notte, vaga per casa, percorre sempre gli stessi tragitti e ansima, può trattarsi di degenerazione cognitiva.

3. Bere

Il cane anziano può bere più del solito per autogratificazione, soprattutto in situazioni di stress o frustrazione.

Bere eccessivamente può però essere un segnale di malessere psico-fisico o la conseguenza di patologie come insufficienza renale o diabete.

Attenzione anche alla disidratazione: meglio preferire un’alimentazione umida, ricca d’acqua, assicurandosi che l’ingrediente principale sia carne di qualità. La lettura dell’etichetta è sempre fondamentale.

4. Respirazione

Il cane anziano si affatica più facilmente e può ansimare a causa del caldo o della minor tolleranza ai cambiamenti di temperatura. L’ansimare può essere legato anche a stati ansiosi.

Bisogni di sicurezza

  1. I cani anziani spesso sviluppano una minore tolleranza alla solitudine: non si tratta di un “capriccio”, ma di una reale difficoltà. Cerchiamo soluzioni per ridurre la loro ansia.
  2. La comunicazione cambia perché vista e udito possono ridursi molto. È necessario privilegiare il canale comunicativo più funzionante, spesso l’olfatto.
    Un esempio: associare un olio essenziale leggero al proprio odore per facilitare il riconoscimento della nostra presenza.
    È importante lavorare in prevenzione, quando il cane è ancora adulto, e farsi guidare da un educatore cinofilo competente.
  3. Quando l’udito diminuisce il cane vive in un mondo più “ovattato”: i rumori forti diventano più spaventosi e i contesti rumorosi più difficili da gestire.

Cosa cambia nella routine del cane anziano

Quando ci accorgiamo che il cane entra nella fase anziana, non possiamo continuare a svolgere tutte le attività come prima.

Occorre ridefinire la routine, gradualmente.

La passeggiata, ad esempio, avrà tempi più brevi, l’andatura sarà più lenta e le pause per annusare saranno più lunghe.

Se il cane è libero dobbiamo prestare maggiore attenzione: con la riduzione dell’orientamento e dell’udito potrebbe non sentire bene il richiamo e non valutare correttamente i pericoli.

Attenzione però a non interpretare “ridefinire la routine” come “smesso di farlo uscire o fare attività”!

Il cane anziano non deve essere lasciato a dormire tutto il giorno, né dimenticato con la scusa che “tanto è vecchio”.

Le attività devono essere ridimensionate, non eliminate.

Questo aiuta il cane a sentirsi ancora importante e a ritardare il declino psico-fisico.

Anche il tempo tranquillo insieme ha un grande valore: per il cane, dormire accanto ai membri del proprio gruppo familiare è un’attività sociale molto significativa. La condivisione dello spazio di riposo è una delle forme più profonde di collaborazione.

Come aiutare il cane anziano

Per sostenere il cane senior possiamo allenare le sue capacità:

  • motorie;
  • sensoriali;
  • cognitive;
  • e soprattutto la sua autoefficacia, ovvero la percezione di essere ancora capace di affrontare situazioni e risolvere piccoli problemi.

Possiamo organizzare attività alla sua portata:

problem-solving, giochi di memoria, piccoli percorsi, esercizi di mobilità controllata e cross training.

Hai un cane anziano e vuoi garantirgli il miglior benessere possibile?

Contattami per una consulenza personalizzata. Insieme creeremo un percorso educativo su misura per la sua terza età.